violenza sulle donne

Con la chiusura dell’anno scolastico riferiamo dell’attività svolta nelle scuole dall’équipe del Centro di ascolto psicologico e assistenza legale istituito da Semi di Pace nell’ambito del Progetto Rondini, contro la violenza sulle donne, il bullismo e la dipendenza dal gioco d’azzardo.

Il team di lavoro è composto dal dott. Simone Scataglini, coordinatore del progetto, dall’avv. Giuseppina Di Gennaro e dalle dott.sse Sara Raffaele, psicologa e docente universitaria, ed Emanuela Gamba, psicologa e psicoterapeuta.

Gli incontri sul tema della violenza sulle donne sono stati generalmente divisi in due sezioni. Nel corso della prima parte, l’avv Di Gennaro ha illustrato agli studenti gli aspetti relativi allo “stalking digitale” attraverso l’esposizione di un caso fittizio che proponeva una probabile relazione tra due adolescenti, in cui Whatsapp e Facebook diventano luoghi di controllo e di gelosia.

Sono stati inoltre somministrati ai ragazzi alcuni questionari sulle proprie esperienze relazionali di coppia, da cui sono emersi dati interessanti e significativi: numerosi studenti hanno risposto di aver ricevuto delle rimostranze sul modo di vestire, sugli amici da frequentare e di aver avuto un/una partner che volesse controllare cellulari e messaggi; alcuni ragazzi hanno invece dichiarato di avere ricevuto commenti aggressivi e di aver assistito a scenate da parte del/della partner durante una discussione.

In una seconda fase dell’incontro la dott.ssa Raffaele, attraverso il coinvolgimento dei ragazzi in un’attività di role playing (gioco di ruolo) che simulava una relazione di coppia con problematiche di controllo, gelosia e aggressività, ha messo in rilievo gli aspetti emersi riguardo alle dinamiche interpersonali e ai processi di comunicazione agiti, al fine di incoraggiare una maggiore consapevolezza.

Molto spesso i primi segnali di quella che può trasformarsi in violenza nascono in età adolescenziale, confusi per “normale” gelosia e amore per l’altro, e si manifestano attraverso il controllo dei social network, dei cellulari, delle amicizie da frequentare e del modo di vestire.

Inoltre l’immaginario collettivo che la donna sia debole e da proteggere, presente anche tra i più giovani, può condizionare in maniera significativa la visione della femminilità e dei rapporti di coppia, rafforzando gli stereotipi alla base della prevaricazione maschile.

Il confronto con gli studenti, l’ascolto delle loro esperienze e renderli più consapevoli della gravità di alcuni comportamenti sono gli strumenti più efficaci per prevenire relazioni disfunzionali e contrastare la violenza contro le donne.

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